Varanasi (Benares).
Durante il periodo del Kumbh Mela Varanasi perde ogni misura.
La città non cammina: scorre. Scorre come il Gange, che in quei giorni sembra avere più corpi che acqua. Milioni di persone arrivano con la stessa urgenza, eppure nessuna ha fretta.
Si fermano, aspettano, guardano, si immergono. I ghat diventano soglie, i vicoli vene pulsanti, l’aria un intreccio di incenso, polvere e respiro. Tutto è troppo: troppa gente, troppa vita, troppa morte. Non c’è sosta alle emozioni e alle suggestioni.
La nostra guida allora ci porta nei vicoli della vecchia città, la città "vera" dice, e qui la frenesia sembra a tratti rallentare!
Camminare e fotografare in quei giorni significa accettare molte variabili: la luce arriva quando vuole, i volti attraversano l’inquadratura come apparizioni, il sacro e il quotidiano si confondono. Si fatica a trovare una distanza possibile.
Sei dentro, come tutti.
Durante il periodo del Kumbh Mela Varanasi perde ogni misura.
La città non cammina: scorre. Scorre come il Gange, che in quei giorni sembra avere più corpi che acqua. Milioni di persone arrivano con la stessa urgenza, eppure nessuna ha fretta.
Si fermano, aspettano, guardano, si immergono. I ghat diventano soglie, i vicoli vene pulsanti, l’aria un intreccio di incenso, polvere e respiro. Tutto è troppo: troppa gente, troppa vita, troppa morte. Non c’è sosta alle emozioni e alle suggestioni.
La nostra guida allora ci porta nei vicoli della vecchia città, la città "vera" dice, e qui la frenesia sembra a tratti rallentare!
Camminare e fotografare in quei giorni significa accettare molte variabili: la luce arriva quando vuole, i volti attraversano l’inquadratura come apparizioni, il sacro e il quotidiano si confondono. Si fatica a trovare una distanza possibile.
Sei dentro, come tutti.